Il Modernismo come categoria del pensiero

Il Modernismo come categoria del pensiero

In Corriere della Sera (Brescia), 13 Apr 2016

Una particolare congiuntura storico-culturale nella prima metà del Novecento vide apparire fra le sue stelle, sotto la costellazione «pensiero cattolico italiano», figure come Romolo Murri, Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, padri della Democrazia cristiana e attori del cosiddetto «modernismo», un movimento di riformismo religioso interno al cattolicesimo. Uno dei maggiori storici italiani del secolo scorso, Lorenzo Bedeschi, fondatore a Urbino nel 1964 del Centro per la storia del modernismo e nel 1989, con il rettore Carlo Bo, della Fondazione Romolo Murri, dedicò loro un volume: Murri, Sturzo, De Gasperi. Ricostruzione storica ed epistolare (San Paolo, 1994). È un felice caso di documentazione in grado di aprire una prospettiva storiografica di lunga durata: tant’è che esce in questi giorni il primo fascicolo di «Modernism. Rivista annuale di storia del riformismo religioso in età contemporanea» (Morcelliana 2016) della Fondazione Romolo Murri, diretto da un gruppo di storici attivi a livello internazionale che promuove un nuovo corso della ricerca inaugurata dallo studioso marchigiano: Ilaria Biagioli, Alfonso Botti, Rocco Cerrato, Daniele Menozzi, Daniela Saresella. Se l’iniziativa di allora confluiva nella pubblicazione di «Fonti e documenti» (rivista fondata nel 1972) per riscoprire le anime del modernismo, attraverso le carte di storici quali Paul Sabatier, Ernesto Buonaiuti, Romolo Murri, sacerdote scomunicato, proprio da costui prende le mosse il nuovo periodico, che gli dedica il primo monografico, in quanto «protagonista di un movimento cattolico popolare — spiega Daniela Saresella nell’Introduzione — che aveva saputo interloquire con le sollecitazioni provenienti dalla società italiana degli inizi del secolo XX e aprirsi a un confronto politico e teorico con il marxismo».

Per quale motivo è interessante oggi lo studio di queste problematiche? Perché il «problema» che sta al loro fondo continua a dare a pensare: è il rapporto fra il cristianesimo (fra i cristianesimi o, allargando ancora, le religioni), la storia che si fa di esso (di essi), e quella del mondo. Per semplicità, si può utilizzare la metafora dell’uomo che diventa «adulto»: un processo inarrestabile nel quale costui, o fuor di metafora la religione, prende coscienza di sé e del proprio ruolo nel farsi innanzi del mondo («saeculum»); nella «secolarizzazione». Tuttavia, il concetto di «modernismo» abbraccia un ben più vasto capitolo della storia religiosa, e non soltanto di essa, che va dalla constatazione del fatto della «modernità», al confronto storico fra «religione e secolarizzazione», alla sua interpretazione in senso progressista o conservatore, «modernista» o «antimodernista», fino all’uso teologico-politico di queste stesse categorie, prima e dopo il Vaticano II. Un labirinto di significati che hanno intersecato la storia, anche politica, del paese, nel quale solo il rigoroso scavo storico può permettere di orientarsi. Di qui la pertinenza del lavoro di ricerca condotto dall’annuario con l’intento di aprirsi a nuovi orizzonti per comprendere la «crisi modernista europea fra ‘800 e ‘900», come recita l’editoriale: spaziando «alle altre confessioni cristiane» e «al continente americano e alle altre esperienze del cattolicesimo mondiale». Una sfida a sporgersi oltre le proprie origini che pare inscritta nell’essenza del modernismo, in quanto esperienza della storia umana di per sé non circoscrivibile a un’epoca conclusa: è piuttosto un’eredità culturale. Editorialmente, lo si ravvisa nel fatto che «Modernism» approdi in Morcelliana, l’Editrice fondata da Paolo VI, la quale ospita già nel suo catalogo — attraverso l’Istituto di Scienze religiose di Urbino e in più generazioni di allievi — il lascito teologico-filosofico di Italo Mancini, l’ultimo grande filosofo della religione del ‘900, e ora accoglie il patrimonio storiografico di questo gruppo di ricerca.

Novant’anni di storia dell’Editrice, sotto il segno di un pensiero cattolico all’altezza delle sfide dell’età moderna, appaiono un racconto ideale del modernismo: un abito della mente capace di tener vivo il soffio dello Spirito nel mondo.

Consonanza I novant’anni della casa editrice appaiono un racconto ideale del modernismo