Ricordo di Domenico Jervolino. La rivoluzione come democratizzazione della vita quotidiana
Si è spento a Roma, dove viveva, Domenico, Mimmo per i tantissimi suoi amici, Jervolino (1946-2018). Allievo di Pietro Piovani, tra i primi in Italia a studiare il pensiero di Hans Georg Gadamer, grande studioso e caro amico di Paul Ricœur sul quale aveva pubblicato libri di notevole spessore interpretativo, Domenico Jervolino era stato professore ordinario all’Università di Napoli Federico II dove aveva insegnato Filosofia del linguaggio.
Fra gli altri scritti dedicati al pensiero Ricœur Il cogito e l’ermeneutica. La questione del soggetto in Paul Ricoeur (1984), Ricœur. L’amore difficile (1995), Ricœur e la psicoanalisi. Testi scelti, curato con Giuseppe Martini (2007). Fra i saggi dedicati alla riflessione politica, Questione cattolica e politica di classe (1979), Neoconservatorismo e sinistra alternativa (1985).
Aveva diretto le riviste A sinistra, Alternative (poi Alternative Europa, Alternative/i), era stato vicedirettore di Alternative per il socialismo e animatore per tanti anni, assieme a Pasquale Colella, de Il Tetto.
Dirigente delle Acli, della Cisl-Università e cofondatore del Movimento politico dei lavoratori, dagli anni settanta era stato una delle figure di primo piano tra i cristiani di sinistra in Italia e in Europa, promuovendo il movimento dei Cristiani per il socialismo e partecipando alle iniziative promosse da quello che si volle chiamare “dissenso cattolico”. In questa veste, per la sua vivace intelligenza e non meno spiccato senso dell’umorismo, lo vogliamo ricordare noi della Fondazione Romolo Murri a cui fu idealmente, e non solo, vicino come quando prese parte al nostro convengo su Modernismo tra cristianità e secolarizzazione (Urbino, 1997).
Fu tra i protagonisti di Democrazia Proletaria e del Partito di unità proletaria. Consigliere regionale della Regione Campania fra il 1979 e il 1987. Nel 2000, eletto nelle fila di Rifondazione comunista, è stato nominato assessore all’Istruzione nel Comune di Napoli, impegno che ha mantenuto fino all’anno successivo. Nel 2007 è stato fra i fondatori della Rete euromediterranea per il dialogo interculturale.
Il nostro pensiero va a sua moglie, Mara, e a tutte le persone che lo hanno amato e che ne piangono la scomparsa.

